sabato 15 settembre 2018

Recensione | "Aspettando l'alba che verrà" di L. Cassie


Oggi per voi recensisco “Aspettando l’alba che verrà” di L. Cassie, autopubblicato su Amazon. Ho scaricato gratuitamente il romanzo nei giorni in cui l’autrice l’ha messo gratuitamente: l’ho trovato per caso nella sezione dei libri gratis su Amazon e, avendo già letto alcune sue pubblicazioni (“Le cicatrici dell’Anima”, “Una Nuova Vita” e “Ascolta il mio silenzio”) ho deciso di leggere una delle sue ultime opere. Prima di lasciarvi alla mia opinione vi invito a leggere la scheda informativa del libro.

Aspettando l’alba che verrà | L. Cassie
124 pag. | Self-publishing
0.99€ (ebook) | 9.99€ (cartaceo)
29 marzo 2017 | Link d'acquisto

Sono bastati pochi spari d’arma da fuoco per sterminare la famiglia Castelletti e ora Nicole, la figlia maggiore, è costretta a lasciare Torino, la città in cui è cresciuta, per trasferirsi negli Stati Uniti con un bagaglio pieno zeppo di dolore e domande a cui non riesce a trovare risposta: Chi è stato a uccidere i suoi genitori e il fratellino di soli cinque anni? Quale pazzo ha potuto compiere tale gesto? Come uno zombie, la povera Nicole, vaga per i corridoi della sua nuova scuola di Miami, corridoi nei quali incontra Christopher, un ragazzo morto dentro proprio come lei. Un ragazzo, che attraverso le citazioni di William Shakespeare, proverà a rubarle il cuore.

L'autrice. L. Cassie nasce nel 1993 a Torino ed è in Piemonte che trascorre la sua infanzia, crescendo a pane e libri. Intraprende un percorso scolastico che la qualifica Estetista nel 2010, abilitandosi qualche anno più tardi. A gennaio 2015 apre un piccolo spazio sul web, denominato “L. Cassie – Blog”, con il quale collabora, come promoter e recensitrice, con note Case Editrici. A poco a poco riscopre una vecchia passione, quella per la scrittura, che la spinge verso il mondo del Self-Publishing. Ad oggi ha all’attivo diversi romanzi rosa e una raccolta di citazioni.


RECENSIONE

Ogni volta che non apprezzo un libro self ho una non so che forma d’ansia. Su Facebook ci sono così tante polemiche, così tante critiche da parte degli autori (di alcuni, non generalizzo) a coloro che recensiscono un romanzo che a volte passa davvero la voglia di leggere chi autopubblica. E il fatto è che io stessa sono un’autrice self. Contradditorio, penserete, e può essere, ma personalmente non accuso i lettori di diffamazione o di “attaccamento personale” se leggono un mio libro e non lo apprezzano. Quindi, prima di scrivere la recensione questa premessa la trovo doverosa proprio perchè io questo romanzo non l’ho apprezzato al 100% e vorrei evitare qualsivoglia polemica. Di seguito vi spiego le mie ragioni: ho cercato di essere chiara e di motivare il più possibile le mie critiche!
Come vi dicevo ho già letto in passato qualche opera di L. Cassie, che ho apprezzato, e incuriosita ho deciso di leggere questo suo nuovo romanzo, anche grazie alla promozione su amazon. Lo stile dell’autrice è senza ombra di dubbio migliorato e, nonostante alcuni errori di battitura, di grammatica (“a senza h”, “e accentate quando non serve (“E per questo che tu è Max non volete che lo frequenti?” giusto per fare un esempio)” e di tempi verbali (il testo è scritto in prima persona, usando un presente impersonale a cui ogni tanto emerge un passato remoto (62% di lettura, – Mi dai il tuo numero? – chiesi di getto, pentendomene subito dopo”), ecc… probabilmente andrebbe editato di nuovo), l’ho trovato assai scorrevole, tant’è che l’ho letto in circa quattro ore (più o meno andata e ritorno da casa all’università).
La protagonista Nicole ha perso i genitori, barbaramente uccisi, e a seguito di ciò decide di abbandonare la sua vita in Italia e andare a Miami con la zia Chantal. Qui, ovviamente, inizia il nuovo anno scolastico, ma sin da subito tra lei e Christopher, compagno di classe e (manco farlo apposta) vicino di banco, sembra non scorrere buon sangue. Onestamente non capisco perchè: Christopher è un ragazzo schivo, solitario, magari rissoso, ma Nicole lo definisce subito uno stronzo e non ne viene spiegata la ragione. Infatti il ragazzo, a mio parere, non si è comportato così male con lei da essere così categorizzato: le ha portato un panino il primo giorno di scuola, mentre la ragazza era andata nell’aula di scienze, e l’ha salutata qualche mattina dopo. Non mi sembrano comportamenti che lo possano definire un ragazzo “stronzo”. Certo, magari nel momento in cui il professore di letteratura inglese li ha messi a lavorare in coppia lui poteva evitare di prendere e andare via, ma più che un atteggiamento “stronzo” io direi che è maleducato. Tutto qui. Tra l’altro, qualche giorno dopo, lui si scusa con Nicole quindi trovo si sia comunque comportato bene con lei, nonostante la fama che possa avere, in generale, nella scuola o nel quartiere dove vive.
Per fortuna, qualche capitolo più tardi (cap. 13), Nicole si rende conto – anche dopo aver scoperto delle cose che riguardano il passato di lui – che forse ha un rancore inspiegabile con lui e quindi è stato bello notare che la ragazza abbia messo da parte un po’ l’orgoglio. 
Un altro aspetto che mi ha fatto storcere il naso è dovuto al fatto che ci sono troppe situazioni inverosimili, cioè:

– Nicole il primo giorno siede vicino a Christopher
– Christopher di colpo si sente attratto dalla ragazza a tal punto da pensare da “faticare a comportarsi allo stesso modo di prima” – come dice lui in uno dei primi capitoli del libro – in pochissimi giorni di conoscenza
– Christopher e Nicole vivono vicini
– Christopher e Nicole devono fare il lavoro di letteratura inglese assieme
– Nicole va a cena fuori con gli zii e nello stesso ristorante, tavolo vicino, ci sono Christopher e il padre

Insomma… trovo ci siano un po’ troppe coincidenze.

È proprio vero che inizi a capire l’importanza delle persone solo nel momento in cui la loro sedia resta vuota. È vero che capisci quanto è grande il bene che provi per qualcuno solo quando lo perdi e al suo posto ti restano solo rimpianti.

Ma ora invece vi dico ciò che mi è piaciuto, nonostante tutto.
Un punto a favore va dato sicuramente all’autrice che sa ben descrivere il dolore dei protagonisti, l’uno afflitto da problematiche diverse, e molte sono le frasi che comunque sono degne di appunto. Ho apprezzato il capitolo 16 in cui è possibile entrare maggiormente nel personaggio di Christopher, nelle sue emozioni e nel suo dolore. Insomma, su questo fronte non posso assolutamente negare che l’autrice sia stata brava: ha trattato dei temi abbastanza importanti senza cercare di cadere nel banale.

Quando ti accade qualcosa di brutto assumi una nuova consapevolezza, credi in cose in cui prima non credevi e smetti di seguire sciocchi ideali. La vita e le sue atrocità cambia le persone, c’è poco da fare.

Un secondo punto va a favore dello stile scorrevole dell’autrice, come già ho detto inizialmente, che comunque rende la lettura del romanzo abbastanza veloce. Ho anche apprezzato il fatto che i due personaggi si siano aperti piano piano, confidandosi a vicenda ciò che li affigge.
Un ultimo aspetto positivo è una parte del finale, in quei viene scoperto l’assassino che ha sterminato la famiglia di Nicole… ma non posso dirvi di più.
Tuttavia tutto questo non basta a farmi apprezzare del tutto il libro… sento che c’è qualcosa che manca, qualcosa che poteva essere aggiunto, qualche scena in più per rendere il rapporto tra i due protagonisti davvero magico, nonostante l’eventuale dolore che fa parte della loro vita. Non so esattamente come spiegare, ma sento delle mancanze nel testo, quel qualcosa che faccia vibrare l’anima, che mi faccia commuovere e che mi faccia pensare “questo romanzo è meraviglioso”, soprattutto perchè penso che lo scopo dell’autrice sia quello di far emozionare, oltre a quello di trattare temi più o meno significativi. E mi dispiace, perchè con “Ascolta il mio silenzio” ero riuscita davvero a provare emozioni che, invece, questo romanzo non ha saputo trasmettermi.
In conclusione devo dire che “Aspettando l’alba che verrà” non mi è piaciuto come avrei sperato. La trama e le recensioni su amazon mi avevano intrigata molto, ma sono rimasta piuttosto delusa. Certo, non ci sono solo aspetti negativi e come avete potuto notare ho esposto anche ciò che mi è piaciuto, però i gusti sono gusti e come ovvio che sia ciò che a me non è piaciuto non significa che sia lo stesso per voi. Quindi se doveste leggerlo fatemi sapere cosa ne pensate.

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